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    Un evento che collauda una forte collaborazione

    Il primo di una serie di eventi di Maneggiare con Cura per divulgare una disciplina ancora poco nota.

    Organizzare un evento, quando tra i propri scopi si ha quelli di informare, fare chiarezza ed approfondire un tema, è d’obbligo. Così, Maneggiare Con Cura, ha organizzato il primo di una serie di eventi per divulgare una disciplina ancora poco nota. La Riabilitazione Equestre, inclusa di recente negli IAA (Interventi Assistiti con gli Animali), è un’attività intorno alla quale aleggia, a tutt’oggi, molta confusione. Dunque, ci si è dati appuntamento per parlare della relazione tra il cavallo e l’uomo, un rapporto antichissimo, che oggi si esplica a partire dalle attività sportive fino ad arrivare alle terapie. Una relazione incredibile spiegata domenica 29 settembre, nell’incontro dal titolo “Il cavallo e l’uomo. Quale relazione possibile?”, svoltosi a San Pancrazio Salentino, in provincia di Brindisi, presso il Santa Fara Horse Club.

    evento di Maneggiare con cura
    Locandina dell’evento: “Il Cavallo e l’uomo. Quale relazione possibile?”

    Naturalmente, l’evento non avrebbe visto la luce senza l’indispensabile collaborazione tra Maneggare con Cura, il Santa Fara Horse Club e l’associzione Equitare Salento. Se vuoi saperne di più su di noi leggi “Maneggiare Con Cura: CHI SIAMO”.

    Un’atmosfera molto accogliente fa da sfondo all’evento

    Immersa nel contesto campagnolo, lontano dal caos cittadino, come ogni centro equestre che si rispetti, l’azienda Santa Fara ha dato il benvenuto ad un cospicuo numero di partecipanti. Piacevole l’atmosfera, in un weekend settembrino rovente, in cui è stato davvero gradevole fermarsi a parlare di Riabilitazione Equestre. Nel giardino del Santa Fara Horse Club, all’ombra degli alberi, tra balle di fieno ed ombrelloni, l’incontro si è protratto fino al tardo pomeriggio. Non solo riflessioni, naturalmente, ma anche attività con i cavalli e l’immancabile grigliata….

    Il nostro braccio destro, Lucia, ha provveduto mirabilmente all’accoglienza ed alla registrazione dei partecipanti.

    Lucia il nostro braccio destro

    Evento patrocinato dagli Enti di Promozione Sportiva…

    Bisogna ringraziare anche chi ha patrocinato l’evento. Il sostegno e la promozione di una manifestazione rappresentano un’ottima spinta ad agire ed organizzare. Così, ringraziamo l’Ente di Promozione Sportivo (EPS) Engea, al quale fa riferimento il circolo ippico Santa Fara Horse Club, che ha provveduto a pubblicizzare e ad assicurare la giornata per tutti i partecipanti.

    Evento patrocinato da Engea – Ente Nazionale Guide Equestri

    L’evento e’ stato patrocinato anche da Sef Italia, Ente di Promozione Sportiva a cui l’ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica), Equitare Salento fa riferimento ormai da qualche anno.

    Emanuela Notarpietro ed Alessandro Conte – Asd Equitare Salento.
    Evento patrocinato da Sef Italia

    … e dagli Enti locali

    Il sostegno degli enti locali, poi, rappresenta un investimento sul futuro, un inizio di auspicabili collaborazioni. Ci ha davvero pregiato la presenza del Presidente del Csv Poiesis di Brindisi, Cesare Spedicato, accompagnato per l’occasione dalla moglie Maria Pia, attivi interlocutori nel dibattito. Moto preziosa anche la partecipazione del Comune di San Pancrazio Salentino, rappresentato dall’assessore ai servizi sociali Anna Maria Faggiano.

    evento al Santa Fara Horse Club: lo staff
    Foto di gruppo con Cesare Spedicato, Presidente del CSV Poiesis di Brindisi

    Il programma dell’evento

    Le attività in programma nell’evento di Maneggiare Con Cura hanno preso il via a partire dalle ore 11 con i saluti e il benvenuto da parte della padrona di casa Maria Grazia Pispico.

    Maria Grazia Pispico, sulla destra, presenta gli interventi della mattinata

    Dopo una piccola presentazione iniziale, a rompere il ghiaccio è stata  la Dott.ssa Lorella Esposito, Psicoterapeuta e Responsabile di progetto/Referente di Intervento TAA/EAA, che ci ha parlato di “Interventi Assititi con il Cavallo, un percorso riabilitativo globale: dalla terapia allo sport“.

    Il pubblico e’ intervenuto piu’ volte chiedendo informazioni sulle tematiche affrontate e dimostrandosi, così, piacevolmente interessato e partecipe.

    Potete leggere alcuni degli argomenti trattati dalla Dott.ssa Esposito nell’articolo “Gli effetti terapeutici del cavallo”, leggi qui… .

    Dott.ssa Lorella Esposito

    Di seguito la parola e’ passata alla Dott.ssa Emanuela Notarpietro – Pedagogista e Responsabile di Progetto/Referente di Intervento EAA con l’intervento intitolato: “Il cavallo e la pratica sportiva nell’approccio educativo”.

    Uno degli argomenti trattati dalla Dott.ssa è stato quello dell’inclusione sociale. Potete approfondire l’argomento leggendo i nostri articolo “Le tre I” oppure “Cosa significa inclusione sociale“.

    Dott.ssa Emanuela Notarpietro

    L’Istruttrice di Equitazione e Volteggio Equestre Maria Grazia Pispico, infine, ha concluso gli interventi parlandoci di “Equitazione e discipline equestri” con una illustrazione pratica dei diversi tipi di selle la cui scelta varia, infatti, a seconda della disciplina equestre praticata.

    Istruttrice Maria Grazia Pispico

    Interventi e testimonianze

    Molto importante è stato inoltre l’intervento dell’atleta Paralimpica di Paradressage Brigida Nigro che ha condiviso con tutti i presenti la sua esperienza sportiva.

    Brigida, che ringraziamo tantissimo anche in questa sede, ha testimoniato la sua esperienza, raccontando il percorso che l’ha portata dalla Riabilitazione Equestre alla pratica sportiva. Ma ancora più importante la condivisione con tutti i presenti, soprattutto i benefici, sia psicologici che fisici, che ha ricavato dalla relazione con il suo cavallo. Un acceso dibattito si è poi aperto sulle difficoltà burocratiche che ha incontrato ed incontra ancora oggi nel poter proseguire la sua carriera di amazzone. Dalla macchinosità della Federazione Sportiva, alle visite mediche, essere un para-atleta al sud è doppiamente complicato. Ci auguriamo di riuscire a farci portavoce, nel nostro piccolo, di questa complessità nelle sedi opportune.

    Intervento di Brigida Nigro, atleta di paradressage

    Il programma della mattinata si è concluso con la presentazione del nostro progetto “Maneggiare con cura” ed è stato consegnando ai presenti il materiale illustrativo con link e contatti per poter seguire le nostre attività

    Relax e condivisione hanno segnato il pomeriggio dell’evento

    La giornata è proseguita con un momento di condivisione e relax. Il buonissimo pic-nic organizzato dall’azienda Santa Fara, in un ambiente così piacevole e rilassante, d’altra parte, non poteva che essere gradito da tutti i partecipanti .

    Pranzo in relax

    Come da programma, infine, non è mancata l’attività pratica, con gradite esperienze di avvicinamento al cavallo e battesimo della sella.

    Per concludere

    L’ evento di domenica è stato il primo di una lunga serie pensata appositamente per divulgare una disciplina ancora poco nota. Gli Interventi Assistiti con gli Animali, sono stati infatti normati di recente. Se praticata nelle giuste modalità gli Interventi Assistiti con il Cavallo non possono che migliorare la qualità della vita e creare, così, i giusti presupposti per un’inclusione sociale che sia realmente tale.

    Gazzetta del Mezzogiorno di mercoledi 2 Ottobre 2019

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  • Attività Assisitite con il Cavallo,  Equitazione,  Interventi Assistiti con gli Animali,  Sport equestri

    La scelta del cavallo nell’approccio all’equitazione

    A quanti di noi, appassionati di equitazione, non sarà capitato di imbattersi nel fatidico momento della scelta del cavallo?
    Girando per i maneggi osserviamo che esistono tanti tipi di cavalli. Approfondendo le ricerche scopriamo che le razze sono davvero moltissime. 

    Spesso questi cavallini sono scampati ad una sorte poco gloriosa e vengono scelti per le prime lezioni dei principianti, ossia per la messa in sella del cavaliere. Essi non appartengono ad una razza specifica, ma spesso sono cavalli meticci con stazza e caratteristiche variabili a seconda degli incroci ottenuti.

    In questo articolo ci chiediamo proprio qual è la scelta del cavallo più giusta nei primi approcci con l’equitazione?

    La classificazione morfologica

    Si distinguono tre tipi fondamentali di cavalli, in base alla loro morfologia:

    • Dolicomorfo: il cavallo più esile dalle andature scattanti ed abbastanza nevrile,  più idoneo alle andature veloci e allungate che alle prove di forza.
    La scelta del cavallo nell'approccio all'equitazione
    Cavallo Dolicomorfo (Immagine dal web)
    • Mesomorfo: il cavallo dalla stazza un po’ più robusta, ma sempre dalle andature leggere e regolari. Ha struttura fisica molto più leggera rispetto al brachimorfo, ma comunque potente e compatta.
    La scelta del cavallo nell'approccio all'equitazione
    Bonita – Cavallo Mesomorfo
    • Brachimorfo: il cavallo massiccio dalle andature pesanti e lente utilizzato spesso nel tiro, più idoneo a sviluppare forza che velocità .
    La scelta del cavallo nell'approccio all'equitazione
    Cavallo Brachimorfo (Immagine dal web)

    Dunque in base a quale lavoro sarà chiamato a svolgere, potremo già compiere una preliminare scelta del cavallo in relazione alla tipologia morfologica.

    Quale scelta del cavallo nell’approccio all’equitazione?

    Per le prime lezioni sicuramente un cavallo mesomorfo è l’ideale in quanto racchiude in sé tutte le caratteristiche fisiche che lo rendono adatto all’utilizzo. Ha altezza media (160 cm max al garrese), peso non oltre i 500 kg, andatura regolare non troppo in avanti, poca nevrilità.

    Kamal - Cavallo Mesomorfo
    Kamal – Cavallo Mesomorfo

    Ci sono buoni cavalli meticci che non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi di razza. Spesso sono stati i primi amori di chi ha imparato ad andare a cavallo.

    La scelta del cavallo nell'approccio all'equitazione
    Stellina – Circolo Ippico “Santa Fara Horse Club

    Hanno un passo sicuro, grazie a degli zoccoli larghi e  robusti. Un trotto cadenzato e comodo ed un galoppo regolare grazie alla spinta di un  posteriore di solito abbastanza possente. A queste caratteristiche fisiche spesso si associa un carattere molto paziente, poco reattivo a quegli stimoli esterni che solitamente spaventano i cavalli. Hanno una buona inclinazione all’apprendimento.

    La scelta del cavallo nell'approccio all'equitazione
    Cavalli Mesomorfi – Stella e Stellina – Circolo Ippico Santa Fara Horse Club

    La scelta del cavallo ideale per le prime volte in sella, insomma, è il cavallo multitasking, quello che si adatta a qualsiasi disciplina.

    La scelta del cavallo nell'approccio all'equitazione
    Cavallo Mesomorfo – Fiscardo di San Paolo. In sella: Istruttrice Maria Grazia Pispico – Circolo Ippico “Santa Fara Horse Club

    Se il cavallo risponde bene all’addestramento alla longia diventa poi il compagno ideale per la squadra di Volteggio equestre in quei centri ippici che praticano questa disciplina a scopo ludico ricreativo.

    La scelta del cavallo nell'approccio all'equitazione
    Volteggio Equestre – Circolo Ippico “Santa Fara Horse Club”

    La scelta del cavallo nella Riabilitazione Equestre

    Discorso a parte merita la scelta del cavallo per la Riabilitazione Equestre. Il cavallo idoneo, specie se si interviene in situazioni di disabilità neuromotoria, deve avere determinate caratteristiche morfologiche e comportamentali.

    La scelta del cavallo nell'approccio all'equitazione

    La scelta del cavallo adatto per la Riabilitazione Equestre spetta al “Veterinario esperto in IAA” (Interventi Assistiti con gli Animali) congiuntamente al “Responsabile di Progetto” ed al “Referente di Intervento per le TAA“. Il tutto sulla base di un progetto individualizzato e sviluppato ad hoc per ogni singola persona che si approccia agli IAA. In un buon lavoro in team fatto in equipe.

    La scelta del cavallo nell'approccio all'equitazione
    Lezione di Riabilitazione Equestre – Dott.ssa Lorella Esposito

    Un cavallo non idoneo spesso può arrecare danno o, nella migliore delle ipotesi, rendere nullo il lavoro.

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  • Volteggio Equestre
    Attività Assisitite con il Cavallo,  Educazione Assistita con il Cavallo,  Sport equestri

    Volteggio Equestre: una disciplina emergente

    La ginnastica artistica a cavallo, uno sport completo con vantaggi rivolti anche a soggetti disabili.

    Negli ultimi anni, la disciplina del Volteggio Equestre riscontra una crescente richiesta ed inizia ad essere praticata ormai in numerosi circoli ippici, in quasi tutte le regioni italiane. Negli ultimi tempi, infatti, sta diventando abbastanza popolare soprattutto come attività propedeutica all’equitazione classica, specie tra i più piccoli, proponendosi come un ottimo strumento per l’avviamento alle varie attività a cavallo, in particolar modo per gli appassionati giovanissimi, ancora non completamente padroni delle proprie capacità motorie.

    Ma in che consiste questa disciplina così affascinante? Vediamone una panoramica generale senza soffermarci troppo sugli aspetti tecnici o sui regolamenti di gara.

    Esibizione di Volteggio Equestre – Santa Fara Horse Club

    Chi sono i protagonisti del Volteggio Equestre?

    La squadra! formata in primis dal cavallo; dal longeur, che si occupa di far muovere nel modo giusto il cavallo tenuto alla longia; dai volteggiatori, da un minimo di 3 sino ad un massimo di 6 ed infine, nelle categorie principianti, dall’aiuto longeur che si occupa della salita con aiuto di ogni volteggiatore.

    Esibizione di Volteggio Equestre – Santa Fara Horse Club

    Il cavallo si muove in circolo al passo o al galoppo e i vari volteggiatori si esibiscono dapprima in un test obbligatorio, uno alla volta, e poi in un test libero alternandosi sul cavallo, dando vita ad una coreografia accompagnata dalla musica di sottofondo.

    Durante le prime lezioni, specialmente con i bambini, l’allenamento sarà improntato sotto forma di gioco e di divertimento: si inizia con degli esercizi di riscaldamento a corpo libero, si prosegue con degli esercizi mirati sul cavallo finto e infine, quando il lavoro è abbastanza completo, si passa al lavoro con il cavallo vero.

    Esibizione di Volteggio Equestre – Santa Fara Horse Club

    I principianti vedono di buon grado questa disciplina perché non dovranno preoccuparsi di condurre il cavallo, inoltre l’utilizzo del fascione dotato di maniglie, come bardatura del cavallo, rende ancora più sicuro lo svolgimento degli esercizi.

    Figura di Volteggio Equestre – Santa Fara Horse Club

    Al termine del lavoro, tutta la squadra si occuperà’ delle normali ed importantissime mansioni di grooming del cavallo, rafforzando ancora di più lo spirito di collaborazione e di empatia tra i vari membri della squadra, cavallo compreso.

    La figura del Tecnico di Volteggio Equestre

    L’istruttore, o meglio, il tecnico di volteggio equestre è una figura professionale che unisce competenze differenti: competenze in ginnastica, in equitazione e in educazione. Avendo a che fare con allievi assai giovani e lavorando con un gruppo, il tecnico di volteggio è infatti anche un educatore che deve stimolare ed armonizzare le dinamiche del gruppo, guidare l’allievo ad un comportamento rispettoso nei confronti degli altri, del cavallo, dell’ambiente in cui si trova.

    Maria Grazia Pispico – Istruttrice di Volteggio Equestre

    Volteggio Equestre e disabilità

    Il volteggio rivolto a soggetti disabili, date le sue peculiari caratteristiche, riscontra dei notevoli benefici sia sul piano motorio che su quello socio educativo. Trova una peculiare indicazione in soggetti affetti da disabilità mentale e/o psichica. L’inserimento di un soggetto con disabilità neuromotorio generalmente non è indicato ed i casi considerati al limite devono essere valutati attentamente da uno specialista.

    In ogni caso è necessario escludere sin dall’inizio condizioni cliniche che rappresentano una controindicazione a questo sport. che sono poi le stesse indicate per la Riabilitazione Equestre quali ad es. difficoltà articolari, instabilità atlanto-epistrofea nella Sindrome di Down (frequenza 10-20% nella Sindrome) ecc.

    Volteggio Equestre ed Inclusione Sociale

    Una risorsa del volteggio equestre nella realtà riabilitativa è la realizzazione di gruppi misti. Ovvero la formazione di squadre composte da allievi disabili e non disabili. Questa pratica non è ancora sufficientemente promossa sia nella realtà riabilitativa che in quella sportiva, ma favorirebbe molto l’inclusione sociale.

    Fascione da Volteggio Equestre

    Quando in squadra è presente un soggetto con disabilità il ruolo dell’istruttore richiede maggiori competenze rispetto al lavoro con un gruppi di soli normodotati: è necessario infatti riconoscere al meglio quali sono i limiti e le capacità individuali dei singoli allievi per ottenere una prestazione omogenea dell’intero gruppo.

    Al di là della disabilità, la disciplina è particolarmente indicata nei casi in cui i bambini e ragazzi presentino condizioni di svantaggio sociale o situazioni di deprivazione affettiva o cognitiva che ne pregiudichino le possibilità evolutive, poiché consente di promuovere delle concrete opportunità di inclusione.

    Colui che a terra dimostra tante difficoltà, nel momento in cui sale sul cavallo percepisce una diversa immagine di sé, più valida, imponente, più positiva, che stimola una nuova presa di coscienza e una maggiore autostima.

    Maria Grazia Pispico – Istruttrice di Volteggio Equestre

    La pratica sportiva, con il suo contenuto di divertimento e come supporto al momento terapeutico/rieducativo, carica di ulteriore significato la motivazione della persona. Impone la disciplina, l’autocontrollo e l’accettazione di regole che a sua volta aiutano ad individuare in un codice, e non più in una persona, il giudice dei comportamenti.

    Parità all’interno del gruppo

    La caratteristica di essere uno sport a squadre si rivela molto utile anche in campo pedagogico: il codice fondamentale su cui si fonda il volteggio equestre è la parità all’interno del gruppo. L’istruttore cura prevalentemente la parte tecnica e stabilisce le regole, ma è il gruppo che provvede allo svolgimento dell’allenamento.

    Figura di Volteggio Equestre – Santa Fara Horse Club

    L’importanza dell’attività di gruppo

    L’attività di gruppo, il clima di cordialità e di entusiasmo costituiscono importanti fattori di stimolo propedeutici ad una migliore socializzazione. Si crea, infatti, tra i partecipanti, un forte sentimento di empatia, ma anche la possibilità di poter esprimere sentimenti negativi quali l’aggressività o l’antipatia. Nel primo caso si instaurerà un’atmosfera piena di tranquillità, mentre nel secondo, un luogo di scontri e di conflitti. In questo modo, vengono alla luce tutte le emozioni, le ansie e le paure che spesso la persona si porta dentro. Ciò consente all’educatore di vederle e riconoscerle per gestirle. Viene cioè sviluppato e favorito tutto ciò che sta alla base dell’organizzazione e dell’inclusione in un gruppo sociale.

    Soddisfazione dopo l’esibizione di Volteggio Equestre – Santa Fara Horse Club

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    A cura di Maria Grazia Pispico e Emanuela Notarpietro.

    Si ringraziano le ginnaste della squadra del Santa Fara Horse Club per le fotografie scattate in occasione del Trofeo “volteggiando in Puglia”.