Diario di una nonna sprint
Diario nonna sprint

C’era una volta… (dai nonna racconta!)

Capitolo 1: Diario di una nonna sprint

C’era una volta… (dai nonna racconta!)
Una storia da raccontare, di una piccola bimba che amava sognare..
Lei si vedeva sopra un cavallo in mezzo ai campi a galoppare..
Un giorno chiese: “signor Gaetano! Un giro per me sul tuo bianco cavallo!” “no signorina in giro per il paese a lavorare non mi posso permettere di farti sognare..”
E poi di nuovo, testarda ci riprovò
Questa volta dal signor Vito andò.
Sotto gli ulivi il suo cavallo arava ma di farla salire non se ne parlava.. “Sopra l’aratro se vuoi, ma in groppa al cavallo non puoi!”…….
Lei però non chiuse il suo sogno dentro il cassetto
Se lo portava ogni giorno stretto al suo petto… ❤
“Dimmi nonna ma come fini’?”
Eh…gioia la bimba e’ cresciuta…
Ed eccoci qui😘
(Maria Grazia Pispico©)

Come nascono le storie di una nonna sprint?

Le storie nascono cosi, quasi per caso. Un giorno cominci a pensare alla tua vita e i ricordi iniziano ad apparire e, come in un puzzle, si incastrano alla perfezione e ne nasce un bellissimo quadro.
Ogni tanto me la rileggo questa filastrocca che ho scritto un po’ di anni fa, specialmente quando mi parte lo scoraggiamento.
Quando dimentico le origini, la bambina che dorme in un cantuccio dentro di me.
Fu cosi che inizio’ la mia storia d’amore con i cavalli, questi animali imponenti e affascinanti.
Non un cane, né un gatto.
Sognavo un cavallo ed io libera che galoppavo nelle campagne.
All’asilo proprio non mi piaceva andare: troppo pulita, troppo ordinata, troppo seduta…
I giochi erano finti, la maestra era una donna austera, vestita di scuro, che portava delle strane scarpe tipo stivaletto, di cui una aveva un enorme rialzo.
Ci sono andata due giorni, al terzo mi sono piantata sulla vespa di mio padre e me ne sono andata in campagna.
La terra, i vermi, i serpenti, gli uccelli le piante, sono stati il mio asilo.
Maria Montessori lo aveva detto molti anni prima e ora viene ribadito come metodo di insegnamento doc.
Io lo mettevo in pratica da autodidatta per necessita’.
Mia madre lavorava a giornata in campagna, all’asilo non ci volevo tornare e io me ne andavo con mio padre che coltivava le sue terre e mi insegnava cantando “Oh bella ciao!”
Fosse stato oggi avrebbero chiamato le assistenti sociali, con tutto l’ambaraba’ che ne consegue.
Fu proprio in una di queste giornate che incontrai lui, “c’era una volta” il famoso destriero che popolo’ i miei sogni di ragazzina.
Ma il suo incontro merita una storia a parte che vi racconterò la prossima volta!

C’era una volta… su Facebook

Tutti i racconti della nonna sprint sono raccolti nella pagina Diario di una nonna sprint! Se la filastrocca ti è piaciuta non dimenticarti di condividerla con i tuoi amici! Per leggere i nuovi episodi seguici su Facebook: ogni lunedì una nuova avventura.

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