Riabilitazione Equestre e formazione: le contraddizioni delle Linee Guida IAA

Le linee guida danno il là al caos

Parlando di Riabiliatazione Equestre e formazione ci troviamo a fare i conti con una situazione paradossale. Le Linee Guida per gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) nascono con lo scopo di creare uniformità nazionale nel settore, ma la domanda è lecita: chi controlla i controllori?

Riabilitazione Equestre e formazione: le contraddizioni delle Linee Guida IAA

Andiamo con ordine e ricordiamo che le nostre osservazioni riguardano soltanto le attività svolte con il cavallo e non contemplano in alcun modo quelle con il gatto, cane, coniglio o asino, previste dalle Linee Guida. Quindi, ci occupiamo di tutte le attività che confluiscono nella dicitura “Riabilitazione Equestre”.

Che cosa sia la Riabilitazione Equestre (RE) è risaputo. Ma, al di là dei benefìci ormai noti di questa attività, vogliamo porre l’attenzione su cosa c’è dietro la formazione degli operatori. Cosa deve conoscere e saper fare un operatore di RE?

Peculiarità degli Interventi Assisititi con i Cavalli

Innanzitutto bisogna dire che occorre prevedere una diversa tipologia di formazione in base alla diversa qualifica che l’Operatore riveste nell’ambito dell’equipe di RE. Le stesse Linee Guida elencano i professionisti necessari in una equipe per gli IAA.

L’azione terapeutica della RE si differenzia nettamente da quella svolta con gli altri animali impiegati nelle Pet therapy. Il cavallo viene montato ed il suo movimento ha un’azione diretta sul soggetto. Ne consegue un’importante effetto sul piano neuromotorio. Ciò comporta che è fondamentale che gli Operatori coinvolti mettano in atto una corretta metodologia di applicazione per finalizzare il movimento del cavallo a favorire, per esempio, l’inibizione di schemi patologici del cavaliere/utente.

Inoltre, a differenza dell’attività svolta con altri animali, quelle con il cavallo offrono la possibilità di un intervento attivo del soggetto. L’utente può guidare il cavallo e questo comporta un’importante interazione sul piano psichico e relazionale.



Le competenze di un Operatore di RE

Quanto su esposto mette in luce l’importanza di una preparazione culturale ed applicativa molto dettagliata. Una preparazione che deve essere specifica per la RE e che non può essere in alcun modo paragonata, o generalizzata, a quella necessaria per formare gli operatori di Pet therapy. La preparazione deve essere comprensiva delle indicazioni e delle controindicazioni specifiche, non generiche. E’ necessario che gli operatori conoscano chiaramente anche i possibili gravi danni dovuti ad una metodologia mal applicata. Pensiamo, per esempio, ad una incorretta gestione del cavaliere con Sindrome di Down. Se non si conoscono le limitazioni da tenere presente per questa sindrome, l’applicazione potrebbe essere addirittura fatale.

L’operatore che si approccia alla formazione DEVE avere anche una preparazione equestre specifica, in quanto è necessario conoscere a fondo lo strumento utilizzato. Non è sufficiente e nemmeno lontanamente immaginabile una conoscenza solo teorica del cavallo e dell’equitazione.

Infine, un serio lavoro scientifico sulla RE prevede una valutazione quantitativa dei risultati ottenuti. Pertanto, non si può prescindere da una corretta applicazione della metodologia, che  può essere tale solo se messa in atto da operatori che agiscono con cognizione di causa.

Lacune e domande insolute delle Linee Guida

La RE, a seguito delle Linee Guida pubblicate nel 2015 con l’accordo stato – regioni, è stata considerata solo nelle Terapie Assistite con gli Animali. Fermo restando che anche le EAA e le AAA possono essere svolte con il cavallo, le linee guida, non chiariscono però quali specifiche attività possono essere svolte nell’uno o nell’altro settore. Il dubbio è lecito, in quanto le attività con il cavallo (TAA, EAA ed AAA) sono tutte svolte per lo più “in sella” (attività che prevede salita, lavoro e discesa). A meno che non ci si riferisca ad una passeggiata con il cavallo dove l’utente lo porti a spasso come fosse un cane… Dubbi che sono rimasti tali anche dopo le emanazioni delle Leggi Regionali.

Riabilitazione Equestre e formazione: le contraddizioni delle Linee Guida IAA

Cosa differenzia l’attività svolta in sella nelle TAA, dall’attività svolta in sella nelle EAA, da quella svolta in sella nelle AAA? Proviamo a proporre delle risposte: l’esercizio richiesto al cavaliere? L’osservazione che ne consegue? La gravità della disabilità?

Domande senza risposta.

Se fosse vera la prima risposta, c’è da dire che i corsi previsti dalle Linee Guida IAA non prevedono dei contenuti formativi inerenti la patologia neuropsichica, né alcuni sulla metodologia di applicazione. Nemmeno i corsi specifici per la formazione del medico esperto in IAA prevedono una formazione sulle indicazioni e sulle controindicazioni. Questi operatori (medici/psicologi/psicoterapeuti/infermieri/igienisti dentali ecc), come potranno fornire indicazioni adeguate se già in partenza, nella loro formazione, questi argomenti non sono contemplati? Da dove li acquisiscono?

Riabilitazione Equestre e formazione: le contraddizioni delle Linee Guida IAA

La programmazione prevista dalle Linee Guida risulta essere insufficiente e non pertinente alla delicata disciplina della RE.



 

Tutto ciò a vantaggio di chi?

Siamo sempre stati convinti che gli unici a dover essere tutelati dovessero essere i fruitori del servizio, nella maggior parte dei casi persone disabili. Si lavora, invece, per formare professionisti idonei a mettere in pratica gli IAA, ma la formazione è erogata da Enti, pubblici o privati, accreditati dalle Regioni. Le docenze sono condotte da professionisti che, nella maggior parte dei casi, non rispondono alle esigenze della materia insegnata. Come abbiamo avuto modo di vedere, ad esempio, Medici che insegnano Pedagogia a Biologi…! Medici che insegnano a Medici come mettere in atto gli Interventi Educativi con gli animali, senza quindi alcuna preparazione in pedagogia…! Corsi fatti evidentemente alla buona, con tanto di titolo finale spendibile in campo…!

Riabilitazione Equestre e formazione: le contraddizioni delle Linee Guida IAA

Le Linee Guida, che nascono per creare uniformità nazionale, promuovono la formazione regionale, bruciando un lavoro quarantennale che aveva fatto raggiungere alla formazione standard nazionali di alta qualità.

In conclusione…

La RE, in quanto disciplina riabilitativa, rientra nell’area socio-sanitaria/educativa. Dunque, la formazione in tale ambito, di professionalità che abbiano valenza e riconoscimento nazionale, è di spettanza dell’università. Compito delle Linee Guida non risulterebbe infatti essere la formazione né la definizione di corsi.

Un Centro di Referenza Nazionale che non controlla, ma si limita a dare alla regioni dei suggerimenti che, pertanto, non avendo carattere di obbligatorietà, possono tranquillamente essere ignorati, se non sono confacenti alle esigenze del territorio.

Ma di cosa parliamo?!

 

(Immagini: dal web)

Autore dell'articolo: admin

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